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lunedì 4 giugno 2012

FRAMMENTI DI … DEVOZIONE. 4




         Le stampe che recano questo testo hanno avuto ampia diffusione, ma non è facile enumerarne le edizioni.

         Anche la loro attuale rarità non è ben valutabile, poiché non se ne trova traccia nei cataloghi ordinari delle biblioteche. L’Indice SBN ne tace. Raccolte particolari come la Bertarelli di Milano, dove la si vorrebbe trovare con qualche probabilità, delude, almeno nella ricerca on line.

         Una edizione stampata a Roma nel 1764 è ricordata come presente nel Museo Pitrè di Palermo (R. Cipriani, La preghiera come religione quotidiana, in: Le parole della fede…, Bari 1990, p.86)

         Ma questo testo devozionale ha ricevuto una ben più antica attenzione ed edizione in Inghilterra sin dal 1829. Il «Blakwood’s Edinburg Magazine», in una corrispondenza dal titolo: Sketches of Italy and the Italians, with Remarks on Antiquities and Fine Art, alle pagine 100-101, pubblica un’edizione di Napoli del 1815.

         L’edizione è considerata un documento caratteristico della mentalità religiosa degli Italiani.

         Ritornando al testo sin ora illustrato possiamo, a questo punto, definirne meglio fortuna e diffusione tracciandone una prima, e provvisoria, lista cronologica e topografica:

         Napoli, Macerata, 1724-1784

         Roma, 1764

         Napoli, 1815.

 (Continua)

giovedì 26 agosto 2010

FRAMMENTI DI … DEVOZIONE. 2


    


Secondo frammento.


   Il secondo frammento di questo raro foglio volante contiene due elementi complementari al primo: la parte finale del testo e la sottoscrizione dei tipografi.


   La seconda parte del testo potrebbe avere come titolo: il prodigio della testa mozzata.


   Per dimostrare l'efficacia della preghiera, se portata sempre indosso, viene inserito nel testo l'aneddoto di una testa mozzata, che malgrado tale, aveva pur conservato in sé la vita e la parola. A motivo della preghiera che ricordava la passione di Gesù portata indosso e malgrado vittima d'assassinio, essa non poteva morire se prima non avesse ottenuto il perdono e la riconciliazione con Dio mediante la confessione. La testa prega perciò un Capitano di passaggio e diretto a Barcellona affinché le conduca un confessore. Dopo aver ottenuto ciò ed essersi confessata, finalmente poté spirare, questa volta in grazia di Dio.


   La fantastica storia, che ci ripromettiamo di approfondire, ha il pregio di fornire una precisa indicazione di luogo. Ci troviamo nei pressi di Barcellona e quindi nel Regno di Spagna, cui dal 1504 era aggregato il 'Viceregno' di Napoli. In quest'ambito territoriale viene narrato l'episodio, in questo stesso ambito, con buona probabilità, viene confezionata la preghiera stessa e trova esito editoriale.


   L'anno esatto di stampa non è indicato e inutilmente (almeno sino ad oggi) ne ho cercato traccia nelle bibliografie e nei cataloghi delle biblioteche. Come ho già ricordato il foglio risulta stampato in Napoli e Macerata dai tipografi Luigi Chiappini e Antonio Cortesi. L'attività dei due tipografi si può collocare tra il 1724 e il 1784.

   (continua)

sabato 10 aprile 2010

FRAMMENTI DI… DEVOZIONE





    La Sindone di Torino è certamente un oggetto eccezionale. Anche a non volerlo considerare una testimonianza religiosa, merita ogni considerazione e attenzione almeno in quanto reperto archeologico. Non è, forse, di grande interesse conoscitivo e scientifico avere a dispozione e studiare un lenzuolo tessuto duemila anni or sono?  Già solo per questo motivo, credo, bisognerebbe osservarlo, venerarlo, studiarlo e trattarlo con il massimo rispetto, indirizzando tutti gli sforzi delle nostre conoscenze e delle nostre capacità tecniche per mostrarne l'autenticità e l'antichità. Pregiudizi, ideologie e speculazioni, invece, concepiscono e partoriscono ipotesi abnormi e ridicole, non ultima l'americanata della pittura dovuta a Leonardo da Vinci. E perché non attribuirla a Toro Seduto? Povero Leonardo, trasformato in falsario e ridotto a impiegare il suo eccezionale genio creativo per imbrogliare quei creduloni di cristiani!
    Ma quale bisogno lui e i cristiani ne avevano? A descrivere nei minimi particolari la passione di Gesù, suppliziato dai suoi contemporanei sulla croce, non c'è soltanto la Sindone. Le Sante visionarie del medioevo conoscevano tutti i più minuti particolari di quel supplizio. Si tramanda tra il popolo dei cristiani, non quello dotto dei teologi e degli ecclesiastici in carriera, ma quello autentico della gente semplice, che alcune sante donne, Santa Elisabetta d'Ungheria, Santa Metilde e Santa Brigida, avessero interrogato nelle loro mistiche riflessioni direttamente Gesù.
    E l'interrogato rispose.
    La risposta di Gesù fu stampata più volte su fogli volanti di carta, che i venditori di santini e oggetti devozionali portavano in giro nelle fiere e nelle feste religiose dei paesi. A comprarli erano principalmente le donne devote e pie, che si commuovevano nel leggere la precisa e realistica descrizione delle sofferenze fisiche e delle umiliazioni di Gesù, così simile nella sofferenza a loro stesse e ai loro figli e mariti, soggetti alla durezza del lavoro, alle vessazioni del potere, alle malattie e alla morte.
    Di questi fogli volanti non è facile trovarne nelle biblioteche. La stessa Biblioteca Apostolica Vaticana non ne descrive nei suoi cataloghi ufficiali. Con più fortuna si potrebbe, solo per caso, ritrovarne qualcuno per caso tra collezioni di santini e images pieuses. Fra queste, infatti, ho potuto recuperarne due frammenti, ognuno di una copia diversa, ma fortunatamente complementari, che ne consentono la ricostruzione completa.
    Per non farti stare, o mio unico lettore, sulle spine, ne trascrivo per ora il titolo e le note tipografiche:

  • COPIA DI UNA ORAZIONE // Ritrovata nel S. Sepolcro di N. S. Gesù Cristo in Gerusalemme, la quale si conservò // da sua Santità, e da Carlo V ne' loro Oratorj in Cassa d'Argento.

  • NAPOLI, ed in MACERATA dalle Stampe di Luigi Chiappini, ed Antonio Cortesi. // Con Licenza de' Superiori.
(Continua)