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lunedì 17 gennaio 2011

FRAMMENTI DI ... DEVOZIONE 3




FRAMMENTI DI … DEVOZIONE. 3

Il foglio devozionale è arricchito da una illustrazione. Si tratta di una xilografia al tratto raffigurante una scena della Passione.
Gesù con la croce sulle spalle che viene condotto al Calvario. Un soldato lo frusta. Il Cireneo aiuta con una fune a portare la croce. Un altro soldato guida il triste corteo. Dietro tutti si vede parzialmente un cavallo (quello, forse, del Centurione?). Lo sfondo naturalistico delinea in scorcio un paesaggio collinare e quieto con alberi all’orizzonte.
L’iconografia e lo stile della composizione appaiono arcaizzanti e rinviano a figurazioni rinascimentali, se la stessa incisione non fosse proprio di quest’epoca.
Incisa appositamente per questo foglio o in questo reimpiegata? E in tal caso in quale edizione comparve la prima volta?
Allo stato attuale delle mie conoscenze non sono in grado di dare una risposta. Non dubito però che, con un poco di fortuna, se ne possa venire a capo.

(Continua)

venerdì 24 dicembre 2010

UN FOGLIO DI BIBBIA ATLANTICA


Quarta aggiunta

Al recto e al verso del foglio si leggono queste annotazioni scritte da un’unica mano in un corsivo individuale del sec.XVII.

Ut hec et alia patent in dicto libro, penes me etc. cui etc. ac in fidem mea manu scripsi et subscripsi et meum proprium sygillum apposui etc.

Adì 19 de Aprile 1661 [?] fece la crisima Monsignor Illustrissimo etc.

Ut haec et alia patent in dicto libro, cui etc. est penes me etc. cui etc. ed [così] in fidem hanc mea manu scripsi et subscripsi et meum proprium sygillum apposui.

Nella seconda troviamo un preciso riferimento cronologico e storico: la venuta a Longobucco di un Arcivescovo per conferire il sacramento cristiano della Confermazione (Cresima). Ricordando che la prima destinazione del foglio è stata quella di coprire un Liber Confirmatorum, prima di essere reimpiegato come coperta di un Liber Matrimoniorum e di nuovo di un Liber Mortuorum, possiamo credere che la necessità di rilegare degnamente il registro dei nuovi cresimati abbia spinto il parroco ad utilizzare la pagina biblica.
Nelle due altre annotazioni simili, che il parroco trae dal formulario notarile, egli vuole corroborare e legalizzare formalmente le registrazioni dei cresimati annotate nel libro.
Si rivela quindi l’intenzione di conferire al registro un valore simbolico e ufficiale che spiega l’uso di un foglio del prezioso codice, presente nel corredo della chiesa. E’ noto che l’Universitas civium di Longobucco per le decisioni collettive usava riunirsi nella chiesa e giurare su un codice della Sacra Scrittura.
L’uso di un foglio di quel sacro codice conferiva al Liber Confirmatorum, che ne era ricoperto, un valore aggiunto simbolico e probatorio, corroborando la veridicità di quel che vi era scritto.
Oggi l’unico Liber Confirmatorum conservato nell’Archivio parrocchiale è un lacerto di poche pagine riferentesi a cresime del 1676.
               (Continua)

domenica 17 ottobre 2010

UN FOGLIO DI BIBBIA ATLANTICA

Terza aggiunta.
         La solennità caratterizza i codici atlantici e suggerisce la sacralità. Il testo della Bibbia è costituito da libri sacri che manifestano il Verbo, la parola di Dio, riferimento imprescindibile di ogni altra parola. Su tale convinzione dovette nascere anche l’uso di stabilire patti e prestare giuramento sui codici della Bibbia e dei Vangeli. Toccando materialmente questi codici, poggiandovi solennamente sopra la mano, i contraenti giuravano promettendosi a vicenda che la loro parola sarebbe stata ferma, sicura e immutabile come quella contenuta nel sacro volume.
         Si conoscono almeno due grandi Bibbie che furono impiegate in solenni occasioni di giuramento.
La Bibbia carolingia dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura, archetipo delle Bibbie atlantiche, conserva, vergata su una delle carte iniziali, la formula di giuramento prestata dal normanno Roberto il Guiscardo a papa Gregorio VII. Alcuni pensano che Roberto il Guiscardo a Melfi, nel 1059, abbia giurato fedeltà al Papato proprio su questa Bibbia.
Analogamente la Bibbia atlantica, oggi conservata nella Biblioteca Civica Berio di Genova, appartenne alla Universitas della Repubblica di Genova, che su di essa usava prestare i suoi giuramenti solenni:
                                 « Ista Biblia est communis Ianue et sic visum est constare in inventario bibliotece communis Ianue. Secondo la tradizione, essa veniva utilizzata per i giuramenti pronunciati dai magistrati del Comune, al momento di assumere la carica » [http://www.comune.genova.it/portal/page/categoryItem?contentId=498338]
         Alcune caratteristiche del frammento calabrese consentono di ipotizzare un uso analogo.
(Continua)